Minorenne si tatua solo con il consenso della mamma, cosa può fare il padre se separato?

La coppia è andata in pezzi, la comunicazione tra i due coniugi è azzerata, il matrimonio
finito. La separazione potrebbe essere la soluzione alla crisi familiare che state
attraversando, ma avete dubbi perché vi preoccupate dei vostri bambini e di cosa
proveranno se vi separate? Spesso la separazione diventa una scelta inevitabile e il modo in
cui i figli la affrontano dipende solo da voi. I bambini hanno bisogno di genitori felici,
pertanto, se state pensando di separarvi non dimenticate che i vostri figli provano emozioni
proprie, hanno il proprio carattere, la propria personalità e la propria sensibilità. Non
escludeteli completamente dalle vostre scelte e provate anche ad osservare la situazione
dal loro punto di vista. Cosa succede ai figli di genitori separati quando mamma e papà non
vivono più insieme?

La responsabilità genitoriale
Secondo una regola generale, ogni volta che è possibile, i giudici scelgono l’affidamento
“condiviso” nell’interesse preminente dei minori, con lo stesso provvedimento stabiliscono
quale sarà il genitore “collocatario”, ossia quello con cui i minori vivranno e le modalità e i
tempi di visita dell’altro, indicando anche la misura e come ogni genitore deve contribuire al
mantenimento, all’educazione e alla formazione dei figli. La responsabilità genitoriale è
esercitata da entrambi secondo l’articolo 337 ter, comma 3 del codice civile, questo indica
che tutte le decisioni di maggiore interesse per la vita dei figli, sulla cura, sulla formazione,
sull’educazione, sulla salute devono essere prese con il consenso di entrambi “tenendo
conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”. Quando i genitori
non riescono a trovare un accordo, allora la decisione deve essere rimessa al giudice. “Per
le questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la
responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni
dettate, il giudice valuterà detto comportamento anche alla fine della modifica delle modalità
di affidamento”.

Se la figlia si tatua senza consenso di entrambi
In una recentissima decisione la Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una minorenne,
figlia di genitori separati che si è tatuata solo con il consenso della mamma. Nello specifico il
padre non è stato informato di tale decisione, pur avendo l’affidamento condiviso della figlia,
e ha appreso la notizia da Facebook.
Per legge solo i maggiorenni possono farsi liberamente tatuare, invece, per i minorenni è
possibile solo se hanno almeno compiuto il 16 anno di età e con il consenso di entrambi i
genitori. Il tatuaggio, infatti, comporta un’alterazione cutanea permanente che in primo luogo
può essere definita rischiosa poiché ne possono derivare infezioni o altri danni alla salute, in
secondo luogo la persona che sceglie di tatuarsi deve essere consapevole delle
conseguenze e dei possibili rischi a cui va incontro. Considerato il carattere permanente

della modifica sulla pelle, è necessario aver raggiunto la maggiore età, per i minorenni il
consenso non deve essere espresso solo con una liberatoria o un’autorizzazione su carta,
ma il genitore deve essere presente al momento della realizzazione del tatuaggio. La stessa
Cassazione in un’altra sentenza ha sottolineato che il tatuatore che non si accerti del
consenso genitoriale può essere tenuto al risarcimento di danni economici e morali e nei
casi più gravi può incorrere anche nel reato di lesioni volontarie.
Nel caso esaminato, i genitori sono separati e il padre non è stato interpellato e ha scoperto
casualmente sui social del tatuaggio della figlia. La mamma, che ha autorizzato la figlia, ha
deciso in autonomia senza informarne anche il padre, impedendogli così di fatto di
esercitare il suo ruolo di padre e il suo diritto di partecipare alla vita della figlia, diversamente
da quanto stabilito. Cosa può fare allora il padre per tutelare i suoi diritti? Rivolgersi ad un
giudice. Diverse, infatti, sono le richieste che può presentare all’autorità giudiziaria: può
chiedere il risarcimento dei danni eventualmente subiti, se accertati; può chiedere di
sanzionare l’altro genitore per non aver rispettato i provvedimenti sull’affidamento, può
chiedere anche modifiche sulle condizioni di affido nei casi più gravi.
Ogni genitore ha il diritto e il dovere di conservare un rapporto con i propri figli e di
prendersene cura e ogni figlio ha diritto di mantenere relazioni stabili e continuativi con
entrambi i genitori. Quando intraprendete un percorso di separazione, ricordate che gli adulti
della relazione siete voi.

 

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By |2021-04-25T09:42:35+02:0025 Aprile, 2021|Blog, l'esperto|0 Commenti

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