Momenti di trascurabile paternità – Di Giovanni Salzano

Momenti di trascurabile paternità!

Si chiama “Momenti di Trascurabile Felicità” e più che un libro è un manuale della felicità.

Una sorta di tutorial, di allenamento quotidiano a quei piccoli piaceri che ci passano davanti ma che rimbambiti da duemila pensieri proprio non riusciamo a cogliere.

L’autore si chiama Francesco Piccolo e su questi attimi di felicità ci ha scritto 3 libri: Momenti di trascurabile felicità (2010) , Momenti di trascurabile infelicità (2017) e Momenti Trascurabili (2020).

Ho letto il primo libro 10 anni fa e da allora riconoscere le piccole felicità di ogni giorno è diventato una sorta di rito, quasi un modo per cercare di capire il senso più intimo delle cose.

Praticamente sto imparando a identificare e classificare, con la stessa precisione di quando collezionavo le sorpresine di Clementina del Mulino Bianco, gli attimi belli della vita.

Quelle cose che durano pochi istanti ma che riescono a lasciarti addosso il profumo della serenità.

Da quando ci sono i bambini poi i “momenti di trascurabile felicità” sono sempre più numerosi ma chiaramente tra le settemila e duecento cose che ha da fare un genitore è però sempre più difficile soffermarsi a riconoscerli.

Allora eccoli questi miei momenti di trascurabile paternità, quei piccoli attimi che solo a pensarci viene da chiudersi in bagno e piangere per mezz’ora (perché con due bimbi piccoli pure per piangere ti devi nascondere in bagno!)

Quando il termometro segna 36,8 dopo 3 giorni di febbre.

Così, senza tachipirina.

Quando si addormenta dopo 3 ore di culla e passeggino (e intercessioni di Santi vari).

Torni tardi, la casa è in silenzio e tu li guardi mentre dormono.

Dopo una settimana di spannolinamento e fanno cacca e pipì da solo in bagno (qui parte proprio il trenino di Capodanno!).

Quando Nina piange di notte e basta una carezza per farla riaddormentare.

Un bacio inaspettato.

Il giorno dopo la vaccinazione.

Quando ricomincia a respirare dopo l’apnea da pianto isterico.

Quando si mangia tutto il piatto di pasta e lenticchie che avevate cucinato voi e che dalla faccia faceva veramente schifo!

In macchina quanto cantiamo e balliamo tutti i tormentoni estivi, compreso Elettra Lamborghini.

Quando imparano a nuotare senza braccioli e andare in bici senza rotelle.

Sono le otto e mezza di sera, loro dormono e tu puoi cenare in santa pace.

Quando li senti chiamare “Zii” gli amici di sempre.

Quando li porti a scuola e finalmente sei libero.

Al parco quando fanno la fila sullo scivolo senza litigare con gli altri bambini.

Il ruttino dopo la poppata di mezzanotte.

Quando si mettono sulla spalla e si addormentano subito (e più in generale, quando si addormentano subito).

Alle feste degli amichetti e li accompagna solo la mamma.

Quando per Natale ti chiedono un giocattolo che costa massimo due euro.

La prima candelina che spengono dopo mesi di allenamento.

Quando pensi che stiano dicendo per la prima volta “papà” e invece tenevano fame. Volevano dire semplicemente “pappa”.

Sei in giro con loro e dalla vetrina c’è un jeans che ti piace e costa pure poco.

Entri, te lo provi e lo compri e i bambini non hanno sfasciato tutto il negozio.

Quando ti dicono che ti assomiglia ma tu lo sai che sono tali e quali alla mamma.

 

Sono tanti i “momenti di trascurabile paternità”, potrei stare ore a scriverli.

Ad elencarli.

Ve l’ho detto sono anni che mi alleno grazie alla scoperta di questo libro.

Ora tocca a voi: se volete condividete qui i vostri piccoli momenti di gioia, sarà il nostro allenamento quotidiano alla felicità!

Giovanni Salzano

By |2020-09-22T09:40:57+02:0022 Settembre, 2020|Blog, storie di papà|0 Commenti

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