Da medico a senza tetto dopo il divorzio – Di papà Michele

Finire in strada dopo una separazione può accadere per mille ragioni. Molti padri hanno stipendi bassi, devono dare assegni di mantenimento di 600-700 euro, non hanno più una casa e quindi dormono dove possono, al Dormitorio, o in auto, o da amici. Diverso è il caso di Michele, 55 anni, medico. Vita da benestante, una bellissima casa che condivide con la moglie e cinque figli.

«Per comprarla avevo stipulato un mutuo elevato: 1500 al mese, ma potevo permettermela – racconta – ho fatto anche un prestito per ristrutturarla, altri 500 euro al mese. Andava tutto bene, con lo stipendio che avevo potevo sostenere le spese».

Michele conduce una vita agiata, cinque figli sono una benedizione. E’ un professionista stimato. Insomma tutto sembra procedere per il meglio. Poi cominciano i problemi: «Sono cominciati i primi disaccordi in famiglia, sai all’inizio non ti rendi conto, poi è venuta la separazione, che ti sembra la soluzione, infine la sentenza del giudice: per mantenere cinque figli l’assegno di mantenimento viene calcolato intorno ai 1600 euro, la casa rimane alla mia ex moglie e ai figli, tocca a me però pagare le spese».

Facciamo due conti: Michele guadagna 4000 euro al mese, deve 2000 in totale per le spese di casa (mutuo e prestito per i lavori) 1600 per il mantenimento dei figli e siamo a 3600 in più ci sono degli extra stabiliti dalle legge per le spese straordinarie dei ragazzi.

Da benestante Michele diventa povero, non ha una casa e non ha nemmeno più i genitori, per vivere gli restano poche centinaia di euro. «All’inizio ho chiesto ospitalità agli amici, ne avevo tanti e non me l’hanno negata, sono un uomo conosciuto e stimato, ma si sa, non si può restare a lungo ospite. Così sono finito a dormire in macchina».

Una condizione tremenda, senza casa e senza un posto dove dormire non puoi nemmeno farti una doccia, presentarti al lavoro. «Oltre a perdere la casa e a diventare povero – aggiunge Michele – perdi completamente la dignità, esci dal contesto sociale, e poi è difficile ritornarci».

La storia di Michele, però, pur essendo triste, ha avuto un esito positivo, perché ha conosciuto una bella realtà: la Casa dei Papà, via Santa Luisa de Marillac all’Arco Mirelli, struttura di accoglienza per padri separati, prima e unica al Sud, messa in piedi in soli due anni e mezzo e realizzata interamente con le donazioni dei privati, conta nei suoi 300 metri quadrati cinque camere da letto, un’area giochi ed una zona living in comune per socializzare.

Gli inquilini possono soggiornarvi per un periodo di tempo che va dai diciotto mesi ad un massimo di ventiquattro. «E’ stata la mia salvezza – conclude – ho fatto richiesta e dopo un’attenta valutazione sono stato accolto. Qui non mi sono sentito giudicato, anzi sono stato subito capito e aiutato».

La sua storia però, per quanto incredibile, non è l’unica, molti professionisti bussano ogni giorno alla struttura, ora ad esempio è «in attesa» di essere accolto un ingegnere, anche lui professionista e benestante. «Abbiamo valutato a lungo la sua condizione – spiega Luigi Carbone, il responsabile della Casa dei papà – ma non potevamo non accogliere una persona la cui vita è stata stravolta in questo modo. La nostra casa è uno strumento che vuole fare luce su un problema serio, nessuna struttura regionale o statale esiste per accogliere i padri in difficoltà, noi andiamo avanti con le donazioni dei privati in sei mesi di attività ci siamo resi conto che l’impoverimento dei papà separati o divorziati è un fenomeno in crescita e che colpisce tutte le fasce sociali. Abbiamo diversi casi di persone benestanti, finiti a dormire in macchina dopo una separazione, laureati, professionisti usciti fuori dalla rete sociale e finiti in strada. Noi diamo la possibilità anche di ricompattarsi con i figli e cerchiamo di ridare loro la dignità perduta. Molti finiscono in depressione».

Bar papà da sempre cerca di aiutare questi padri in difficoltà e abbiamo creato per questo lo sportello di aiuto giuridico-psicologico per orientare i papà in questo difficile percorso. Basta scrivere a sportello@barpapa.it e i nostri esperti ti aiuteranno in forma totalmente gratuita.

Tratto da corrieredelmezzogiorno.com

By |2020-05-26T07:31:07+02:0026 Maggio, 2020|Blog, storie di papà|0 Commenti

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