Stavo per perdere mia moglie per colpa del virus e invece mi sono scoperto papà – Di papà Andrea

Riesco a scrivere adesso perchè tutto è passato.

Vi scrivo perchè vi seguo da tanto e siete diventati una parte della famiglia e perchè ho bisogno di scriverlo.

Quando sono iniziati i colpi di tosse non ce ne siamo accorti, abbiamo pensato fosse una influenza normale, che queste cose capitano agli altri non a noi.

E invece è stato talmente veloce da non lasciarci il tempo di ragionare.

Mia moglie ha avuto la febbre alta, dolori ovunque, avrei voluto staccarmi un braccio pur di poterle alleviare il dolore.

Quando l’hanno portata via in ambulanza non mi hanno fatto salire, ero da solo con nostro figlio, troppo piccolo per capire ma non così piccolo da non sentire la mancanza della madre. Le luci della sirena ci hanno dipinti di blu e bianco, lasciandoci li dietro il vetro della finestra in attesa di qualcosa che non avevamo ancora capito.

Pensavo di essere un padre presente, un papà che fa faceva tutto e che poteva cavarsela sempre.

Ma il primo impatto è stato devastante, sono andato giù e non riuscivo ad alzarmi, non potevo vedere nessuno, non potevamo uscire perchè ci avevano messo in quarantena, potevo solo aspettare e sperare.

Una notte sento piangere mio figlio, un pianto disperato e senza sosta; ho pensato ad una colica, ho provato a massaggiare le gambe o il pancino ma niente.

Poi mi sono sdraiato sul letto, l’ho preso e l’ho messo sul petto, all’altezza del cuore.

Ha iniziato a calmarsi, a respirare lentamente fino ad addormentarsi.

Ci siamo svegliati la mattina ancora così, uniti insieme da un cordone invisibile.

Sono diventato papà per la seconda volta.

E ho capito che non potevo cedere, non potevo farmi prendere dalla tristezza, che dovevo lasciare ai medici il loro lavoro, il mio era prendermi cura di nostro figlio.

Abbiamo dormito così tutte le notti fino alla fine di questa brutta notte.

E’ passato un mese e quando mia moglie è tornata a casa abbiamo festeggiato come se fosse capodanno, ci siamo tenuti stretti, abbiamo ballato, mangiato, cantato e ci siamo baciati, non abbiamo lasciato niente per scontato, abbiamo tenuto conto di ogni minuto insieme, senza pensare al resto.

Andrà tutto bene, ma siamo noi a dover far andare tutto bene.

Buona pasqua a tutto il bar, da un papà finalmente felice.

By |2020-04-12T09:03:20+02:0013 Aprile, 2020|Blog, storie di papà|2 Comments

2 Comments

  1. fabio 15 Aprile, 2020 al 4:09 pm - Rispondi

    non dimenticate mai il vostro nuovo capodanno, sarà la vostra forza per andare avanti in ogni momento della vita…spesso anche io mi addormento con mia figlia sul petto, per farla calmare e digerire dopo la poppata notturna: è la sensazione più bella che abbia mai provato.

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