Io, Papà in Vitro – Di Davide Rossi

Io e la mia compagna con cui stavo da 4 anni volevamo diventare genitori, ma non ci siamo mai riusciti fino a quando il 12 Novembre del 2018 inizio il nostro nuovo cammino insieme, innamorati più che mai, e aiutandoci reciprocamente, dopo 3 anni di tentativi naturali,ci recammo presso il centro sterilità della nostra Città.
Me la ricordo bene quella mattina, partimmo presto e nessuno dei due aprì bocca finché non arrivammo.
Inizió il primo colloquio con il ginecologo, duró più di un ora, volle sapere tutto di noi e della nostra storia, e ci disse subito che sarebbe stato difficile come percorso visto l’etá della mia compagna (39), ma noi avevamo tutta la volontá di provarci e la speranza che tutto andasse bene.
Iniziarono i primi esami, una quantità immensa di esami del sangue!
Tutto in noi era regolare, nessun problema “visibile” che ci potesse impedire di diventare genitori, ma comunque il ginecologo ci consigliò l’inseminazione in vitro (Fivet).

Mi ricordo benissimo l’espressione della mia compagna che si giró verso di me e mi chiese: “Te la senti?” Io rimasi “scioccato” da quella frase, perché già mi immaginavo che la parte più dura e intensa la doveva provare lei e non io.
Gli risposi con un “certo” o con un “si” nemmeno mi ricordo per quanti pensieri avevo in testa.
Partimmo con la “cura”, punture su punture tutti i giorni, alla stessa ora, per mesi di fila! La mia compagna non ce la faceva più a sopportare tutti gli ormoni che ogni sera le iniettavo, ma tutto questo ci ha reso solamente una coppia ancora più forte!
Arrivo il giorno dell pick-up che consente nell’aspirare il liquido follicolare che contiene gli ovuli da fecondare in laboratorio, e noi ne avevamo a disposizione solo 3.
Vennero fecondati con il mio seme, dopo alcuni giorni ci chiamarono per effettuare il transfert, che consiste di trasferire l’embrione in utero, che a noi ne era rimasto solo UNO!
Tornammo a casa spaventati, impauriti e anche un po’ delusi sul nostro futuro, quelle due settimane prima dell esame del sangue furono le più lunghe della nostra vita!
Ricordo bene la mattina che abbiamo chiamato in clinica per sapere se la mia compagna era rimasta incinta, seduti, uno difronte all’altro, rispose l’infermiera “si abbiamo il risultato, ma ti deve parlare il dottore”, a quel punto con voce rotta dalle lacrime la mia compagna rispose “ah, allora non sono incinta?!”, “io non posso dirtelo, ma è andata bene! Ma richiama più tardi”
Scoppiammo entrambi in un pianto liberatorio e di felicità ( e ripensandoci anche ora mi emoziono…)
Richiamammo per parlare con il Doc e ci disse “Non so come può essere successo, è impossibile con un solo ovulo sano ma ci siete riusciti! Siete stati bravissimi!”
Tornammo in clinica, tutto stava procedendo secondo i piani, quella macchiolina lì era nostra figlia…
Passarono i 9 mesi, fino a quando martedì 19 novembre alle 4 di notte si ruppero le acque, corsa sfrenata in ospedale, ma ancora era presto,nessuna contrazione.
Nel pomeriggio del 20 Novembre decisero di indurre il parto, quel giorno io ero rientrato in casa a sistemare le cose, fino a quando mi chiamó dicendomi “ mi portano in sala parto”, durante il viaggio da solo in macchina verso l’ospedale mi sono venute in mente 3000 cose, non mi scorderò mai quel tragitto da casa fino all ospedale.
Passarono 11 ore in sala parto, io sempre vicino ala persona che amo di più al mondo, aiutandola il più possibile, in tutti i modi che potevo riuscire a fare,fino a quando alle 2:40 di notte decisero di fare il cesario.
Mi fecero uscire, non riuscivo a calmarmi tremavo per l’agitazione, fino a quando un ostetrica di affaccio e mi disse “Tutto ok!” E li mi liberai di tutta l’emozione portata avanti ormai da un anno!
Poco dopo mi fecero entrare, e finalmente mi fecero vedere la nostra Bambina, ma io volevo stare insieme alla mamma di cui chiedi subito informazioni!
Dopo 40 minuti che ero da solo con la nostra piccola arrivo anche la mamma, e li un emozione immensa riempì i nostri occhi di lacrime.
Sono passati 3 mesi dalla nascita della nostra piccola, tutto procede bene, non senza qualche difficoltà, non si diventa mamme o padri così dal nulla, ma l’amore non manca di certo! la nostra coppia é diventata una famiglia piena d’amore.
Auguro a tutti di riuscire a provare queste emozioni che non si possono descrivere sono troppo intense, ma la cosa più importante da provare è l’amore che si crea tra la coppia che riesce a fare un percorso così arduo e non senza difficoltà, sicuramente non facile per tutti.
Ma ne vale sicuramente la pena!
By |2020-03-24T08:19:17+01:0030 Marzo, 2020|Blog, storie di papà|0 Commenti

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