Se ti dicono che tua figlia potrebbe avere qualcosa, che fai? – di Giuseppe Rinella

Buongiorno, mi chiamo Giuseppe e sono un papà da 8 mesi. In realtà lo sono da prima, ho una figlia 14enne “acquisita”, è la figlia della mia compagna e purtroppo nel 2017 ha perso il papà, ma questa è un’altra storia che forse prima o poi andrebbe raccontata. Diciamo che da 8 mesi sono per la prima volta papà di una bambina dal giorno zero.

Vorrei condividere con voi l’altra storia, quella di Tara nata circa 8 mesi fa, e di noi con lei ovviamente.
Parto dalla fine, e cioè dal motivo per cui voglio condividere questa storia. C’è stato un momento in cui durante l’attesa di Tara ho avuto bisogno di sentire le esperienze di chi prima di me si è trovato nella  mia stessa situazione, perchè avevo paura, tanta.

Io e la mia compagna abbiamo deciso di provare ad avere un bambino, o bambina, piuttosto tardi. Io 39 anni, lei 45. Per questo motivo (soprattutto per l’età della mamma che “pesa” di più pare) a un certo punto della gravidanza ci è stato consigliato di fare il B Test, per poter vedere quanto fosse alto il rischio che la bambina potesse avere “qualcosa”. Il test non andò bene, ci dissero che c’era un’alta probabilità di sindrome di down e di problemi al cuore piuttosto gravi, problema che molto spesso si accompagna alla sindrome ed era ciò di cui avevo più paura.

Si era dunque reso necessario fare l’amniocentesi, per avere la certezza di quale sarebbe stata la situazione (il b test è un test probabilistico, non diagnostico). La mia compagna lo fece e l’esito del test fu confermato per fortuna solo in parte. Il cuore era sanissimo, la sindrome invece c’era.
Io e la mia compagna sapevamo già che ci sarebbe potuta essere quest’eventualità e dunque ne avevamo già parlato prima di averne la certezza, anche prima del primo test. Perchè a quel punto tutti, TUTTI, ti fanno la domanda: “Cosa volete fare?”, riferendosi ovviamente al voler proseguire con la gravidanza o interrompere.
Apro una piccola parentesi sulle persone che abbiamo incontrato nel nostro percorso, in particolare in quel momento così delicato. Purtroppo non siamo stati molto fortunati, abbiamo trovato una pochezza umana che davvero non ci aspettavamo, una mancanza di sensibilità secondo me inspiegabile, una totale assenza di delicatezza da parte di chi dovrebbe sostenere, indipendentemente dalla scelta che viene fatta. Non voglio entrare nei particolari, anche perchè preferisco concentrarmi sul dopo, comprese le persone che da lì in poi ci hanno seguito e sono state deliziose.

E dunque, Tara aveva la sindrome di down. Che si fa? Noi questa domanda, come detto, già ce l’eravamo fatta e ci eravamo anche risposti, si va avanti ovviamente.
Niente che abbia a che fare con la religione, e ci tengo a dire che non giudico assolutamente chi fa una scelta di altro tipo, anche se devo dire di essere rimasto colpito quando ho scoperto quante interruzioni di gravidanza ci sono tra chi riceve la stessa notizia.

Ma comunque, da quel momento hanno iniziato a prendere piede nella mia testa mille paure, mille domande, mille dubbi.
Come sarebbe stata la vita per Tara? Quali e quante difficoltà avrebbe avuto? E quando noi saremmo stati troppo cresciuti lei cosa avrebbe fatto? E mille altre cose ancora.
Ho iniziato a cercare avidamente non tanto informazioni di carattere medico o simili, avevo bisogno di sentire le storie di chi ha vissuto prima di me la stessa situazione, non tanto per sapere cosa fare e cose simili, forse avevo solo bisogno di sentirmi dire in qualche modo che tutto sarebbe andato bene.
Insomma diventare papà è bellissimo ma si porta dietro tutta una serie di ansie e paure e lo sapere bene credo, quest’aggiunta diciamo che qualche pensiero in più te lo fa avere.

Non trovai molto comunque, pensammo di rivolgerci ad un’associazione composta da famiglie con ragazzi con sindrome di down e altro, ma ci fu sconsigliato da una dottoresse che poi sarà quella che seguirà nel prossimi anni Tara. Questo perchè Tara stava, e sta, benissimo, diciamo anche che è andata di lusso rispetto a molti altri casi, fisicamente non ha alcun problema. Entrare in contatto con altre realtà più drammatiche della nostra avrebbe potuto metterci in difficoltà.
Trovai alcune storie, in molti casi ho letto storie di famiglie in cui un grosso peso nella scelta l’aveva avuta la fede religiosa, cosa di cui sono però totalmente sprovvisto!

E quindi alla fine le mie paure, i miei dubbi, rimasero lì dov’erano.
A un certo punto mi resi conto di pensare decisamente troppo, o comunque nel modo sbagliato. Mi resi conto che le mie paure più grosse riguardavano il futuro di Tara, futuro soprattutto molto lontano, cose come “Cosa succederà quando avrà 20 anni? E quando ne avrà 30?”, e via così. Fino a quando mi resi conto che pensare in questo modo non avrebbe portato a nulla, non sarei certo stato più preparato e non sarei stato per Tara di maggior aiuto torturandomi il cervello con questi dubbi.
Quindi a un certo punto ho semplicemente smesso, ho solo iniziato a concentrarmi su quanto non vedessi l’ora di conoscere Tara.

Dopo otto mesi sono felicemente papà di una bambina meravigliosa, che ride di continuo e fa ridere tutti quanti, sana, felice, con due genitori che la adorano così come la “sorellona”. E ogni volta che la guardo penso che davvero meglio di così non poteva andare, impossibile avere di più.

Vorrei condividere la nostra storia pensando soprattutto che forse qualcuno potrebbe o potrà trovarsi nella mia stessa situazione, e magari capitare da queste parti in cerca di quel conforto che io a mio tempo ho cercato.
E quindi a te, futuro papà pieno di paure e incertezze, dico solo: stai tranquillo, andrà tutto meravigliosamente e se c’è una cosa a cui devi prepararti (ma è impossibile) è quel momento in cui sentirai per la prima volta il pianto di tuo/a figlio/a e ti sembrerà che il tuo cuore voglia uscire dal petto per poter esplodere in cielo come il più grande e meraviglioso fuoco d’artificio che l’umanità abbia mai visto.

Un saluto a tutti

By |2020-03-02T08:26:39+01:002 Marzo, 2020|Blog, storie di papà|3 Comments

3 Comments

  1. Antonio Palmese 3 Marzo, 2020 al 1:17 pm - Rispondi

    Il racconto di questa bellissima storia mi ha commosso tanto amico mio anch’io credo che nn poteva andarti meglio, hai una bellissima e stupenda figlia , sono contento per te e la famiglia che hai creato sei un esempio per tanti grazie

  2. Cristina Marchetti 3 Marzo, 2020 al 8:58 pm - Rispondi

    Grazie Giuseppe papa’ meraviglioso !!! Un abbraccio ad Ale sorellona di Tara
    Cristina Summer camp

  3. fabio 18 Marzo, 2020 al 4:42 pm - Rispondi

    grazie per aver condiviso con tutti noi il tuo percorso ed il tuo cuore…tua figlia ha un sorriso contagioso che scalda l’anima

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