Quando un papà viene accusato ingiustamente – Di Maria Rosaria Bruno

L’avvocato Maria Rosaria Bruno risponde alle richieste dello sportello Bar Papà.

Quella di oggi è una richiesta particolare, un papà viene allontanato ingiustamente dalla figlia per una falsa denuncia di violenze domestiche.

Ecco come sono andati i fatti.

 

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Tazio (nome di fantasia) mi contatta telefonicamente per chiedere aiuto e, mentre parla, piange disperato. Mi dice : “Mi ha detto un mio amico che Lei qualche anno fa lo ha salvato da una falsa denuncia presentata dalla moglie e che ora lui può stare con suo figlio quando vuole, mi aiuti”. 

Dopo aver compreso che si trattava di un padre che aveva appena subito l’allontanamento dalla propria famiglia, gli dico di raggiungermi a studio. Quando Tazio arriva è disperato ed in singhiozzi mi dice che è terrorizzato di perdere la figlia piccola e di non poterla più vedere. Mi racconta che sua moglie lo aveva denunciato per violenza sulla bambina e su di lei e che, dopo essere stato chiamato dai carabinieri, non aveva più saputo nulla della figlia di 19 mesi e della moglie, salvo che gli avevano detto che entrambe sarebbero state portate in una struttura protetta.

Da lì inizia la mia assistenza legale a Tazio insieme ad un collega penalista. Nei giorni successivi viene notificato a Tazio la fissazione di un’udienza presso il Tribunale per i minorenni per la valutazione della sospensione della responsabilità genitoriale, poco prima gli era stata notificata la misura cautelare di divieto di avvicinarsi alla moglie. Questa notifica porta all’impossibilità per Tazio di vedere la figlia neppure per qualche minuto perché quest’ultima vive dalla madre. Il giorno dell’udienza in Tribunale per i minorenni viene provvisoriamente disposto che la figlia minore di Tazio venga affidata ai servizi sociali e collocata in una struttura con la madre. La madre della minore riferisce al giudice delle gravi accuse dirette al marito e mentre lo fa sembra leggere degli appunti che ha con sè.

Chiedo ed ottengo dal giudice degli incontri protetti tra la bambina ed il papà, nel frattempo sono passati 5 mesi dall’ultima volta in cui il padre ha potuto vedere la figlia. Scrivo agli assistenti sociali, alla collega che rappresenta la signora per avere un calendario di visite protette il prima possibile. Mi viene risposto che, per scadenza di un contratto di appalto con la cooperativa che si occupa delle visite protette, non è possibile ancora fare un calendario. Passano altri due mesi, nuova udienza. Faccio presente al giudice che il primo incontro tra padre e figlia avverrà proprio quel pomeriggio.

Il giudice riascolta le parti, sembra comprendere la questione e conferma l’importanza che il padre veda la bambina e che sia verificato se effettivamente lo stesso è pericoloso per la bambina. Vengono fatti i primi incontri protetti, dilazionati nel tempo a causa di continue malattie della bambina. Gli operatori e gli psicologi subito dopo depositano in Tribunale relazioni in cui affermano di aver valutato il padre come affettuoso, non pericoloso ed avente un sano rapporto con la figlia minore, nel frattempo sono passati altri mesi, il processo penale prosegue, l’ordine di divieto di avvicinamento è sempre confermato, il padre è disperato .

Tazio esprime la propria paura di perdere la figlia, che questa poi non lo riconosca, che possano dichiararla adottabile quando scopriranno che la mamma lo aveva falsamente denunciato per poter ottenere l’istantaneo allontanamento dalla casa familiare e successivamente la possibilità di ritornare nel Paese di origine con la bambina. Il mio assistito chiama ogni giorno e chiede cosa fare.

Nel frattempo chiedo al giudice  che venga disposta una valutazione sulla genitorialità di entrambi i genitori, che vengano valutati gli ambienti dove si spera tornerà a dimorare la minore. 

 

Questo procedimento è ancora in corso ma mi piaceva partire con i racconti di “un giorno allo Sportello di Bar Papà” con un caso ancora aperto per una riflessione ed un consiglio. 

La riflessione che faccio e per la quale spesso mi fermo con la penna in mano è quella che consiste nel pensare quanto possa essere violenta, distruttiva e catastrofica una falsa denuncia, denuncia che comporterà un allontanamento che sarà comunque, anche se breve, un evento che avrà ferito una famiglia. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad esperti di diritto di famiglia che possano avere una visione completa della questione. Con amarezza nel darne testimonianza, chi scrive ha seguito e risolto diversi casi di false denunce in materia di famiglia. Tutti questi casi hanno visto una risoluzione positiva in Tribunale, assoluzioni con affidamento esclusivo al genitore dichiarato innocente, ma non hanno sicuramente visto la risoluzione istantanea di quella grave ferita inferta al nucleo familiare tutto. 

 

Vi aspetto per le vostre domande e per condividere insieme storie quotidiane di famiglia, con la speranza che possano portare consiglio e sollievo a chi legge e si riconosce nella storia.

Scrivete a sportello@barpapa.it

Avvocato Maria Rosaria Bruno

By |2020-01-28T08:40:43+01:0028 Gennaio, 2020|Blog, l'esperto|0 Commenti

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